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Progetto Puccini 2024

Presentazione

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Lettera aperta

Il desiderio di mettere in scena un assoluto capolavoro della produzione pucciniana ha avuto diversi punti di aggancio con l’attività che da anni Operaprima-Wien svolge sul territorio.

Dopo il solido impegno di proporre al pubblico di Pozzuolo dal 2021 al 2023 una trilogia verdiana sembrava un atto dovuto rendere omaggio a uno dei compositori più rappresentativi dell’opera italiana, nel centenario della scomparsa.

Gianni Schicchi è l’ultima opera completa di Puccini che, incastonata in un gruppetto di opere in un atto assieme a Il Tabarro e Suor Angelica, è stata concepita come ultimo quadro di quello che viene proposto al pubblico come IL TRITTICO.

Opera brillante dagli spunti geniali è un gioiello che combina testo e musica in un’unità di azione e ispirazione musicale con magistrale disinvoltura.

La cornice architettonica di Villa Sabbatini costituisce, fin dall’inizio dell’attività di Operaprima-Wien, un ambiente scenico di prim’ordine e un’ideale struttura naturale congeniale ad accogliere, a riverbero, le nostre proposte. In questa ottica la valorizzazione della struttura architettonica, posta al centro e come fonte di ispirazione delle nostre ambientazioni sceniche, mi sembra fin troppo evidente.

È questo il secondo motivo, l’ambiente appunto, che ha condizionato le scelte artistiche del 2024. Cioè considerare idealmente la Villa Sabbatini come un ambiente attorno al quale si svolge “la vita del teatro”.

Gianni Schicchi sviluppa la sua azione teatrale in un salotto che idealmente potrebbe trovarsi all’interno della Villa e che, per avere un diretto contatto con il pubblico, viene trasportato sul palcoscenico che tradizionalmente è posizionato a ridosso della facciata la quale diventa così un congeniale sfondo naturale di due vicende contigue.

Allargare e orientare lo sguardo verso l’esterno della Villa e pensare alla Cavalleria rusticana come un evento di piazza è stato poi un attimo e da questa intuizione desideriamo trarne il massimo profitto.

Pietro Mascagni era contemporaneo di Puccini e con lui ha condiviso i primi anni di studio e i primi successi. Collegare le esperienze compositive dei due autori ci sembra quindi alquanto naturale.

Cavalleria rusticana resta l’opera capostipite di quell’elemento che, ripreso dalla letteratura, va sotto il nome di “verismo”. Mettere insieme Cavalleria con Schicchi palesa il tentativo di trattare i due episodi sullo stesso piano accomunando un evento pubblico di piazza ad un episodio nascosto agli sguardi della vita pubblica. Per mezzo del teatro questa ambivalenza pubblico-privato trova dunque una collocazione unitaria a vantaggio della coerenza scenica che guida lo spettatore attraverso un percorso musicale avvincente.

Anche il desiderio di rendere omaggio alla produzione operistica italiana a cavallo fra la fine ‘800 e inizio ‘900, con un abbraccio lungo circa un trentennio, diventa uno dei motivi ispiratori di questa proposta.

Villa Sabbatini proietta dunque il suo sguardo sulla piazza di Pozzuolo del Friuli e diventa un grande palcoscenico dove si rappresenta idealmente il vissuto di un intero paese. A questo punto si può affermare a ragione: Pozzuolo del Friuli, cittadella dell’opera!

Una nuova avventura di Operaprima-Wien alla quale vi attendiamo numerosi.

Tiziano Duca
Direttore artistico Operaprima-Wien